Il dialetto tarentino: voce fra due mari
L’intrigante e corrosiva potenza comunicativa del dialetto tarantino rappresenta il visto naturale e permanente di un passaporto che gli consente di travalicare in ogni momento il pur incontrovertibile ambito della pertinenza popolare, a mio modesto avviso.
Il cataldiano, infatti, non ha nulla da invidiare alle più blasonate parlate locali (napoletano, romanesco, veneziano, genovese, tanto per citarne alcune) portate in auge da italiani di grande spessore intellettuale, proprio perché a quei mezzi espressivi - considerati a torto di secondo ordine - fosse riconosciuta dignità tale da consentire loro una giusta collocazione nell’empireo comunicativo nazionale.
Ci riuscirono! Raccontando l’uomo e la vita nella loro universale interezza. Non ne siete convinti? Ecco alcuni sentieri percorribili in tal senso dalla lingua dei nostri bisnonni ...
I miei articoli
- Il dialetto tarantino
- Le bellezzarije de Tarde nuèstre!
- Ulysses
- Espressioni idiomatiche tarantine
- Il dialetto di Taranto nel 2009
- Stralci di Shakespeare
- Ponte Sant’Eligio (Ponte di pietra)
- Aditu prohiberis !Subsiste meditareque! “Varco proibito! Fermati e rifletti!”
- Catullo tarantino
- Una nostra famosa concittadina


