150° Anniversario Unità d'Italia
Presentazione
“Fratelli d’Italia” inno provvisorio della Repubblica Italiana: dal 12 ottobre 1946.
Il nostro inno è certamente tra i migliori delle varie nazioni, è un inno che va «alla carica» come i loro giovani autori andavano alla conquista della libertà e dell'indipendenza, con entusiasmo, semplicità e spontaneità. Mameli per questi ideali sacrificò la propria vita, lui che aveva avuto i natali da una famiglia ricca e che avrebbe quindi potuto avere una vita lunga e piena di agi. Morì difendendo l'esperimento mazziniano della Repubblica romana, ferito al ginocchio da «fuoco amico» mentre a cavallo sulle pendici del Gianicolo comandava una carica contro le truppe francesi del generale Oudinot, venuto a restaurare l'ordine precostituito. Gli fu estratta la pallottola ma un frammento di scheggia sfuggì ai ferri di un generoso ma poco attento chirurgo-soldato. La ferita così andò in cancrena, inutile fu l'amputazione della gamba, Goffredo Mameli morì in ospedale dopo alcuni giorni di atroci sofferenze il 6 luglio 1849 … In un mondo i cui simboli sono spesso solo cose che compriamo o usiamo, crediamo sia importante ed educativo per le giovani generazioni trovare simboli che diano il senso di appartenenza ad una comunità, che abbiano il valore evocativo della propria storia, del proprio passato, consapevoli che un paese che non ha memoria patria è come una persona senza passato. Non avere cognizione del proprio passato rende più difficile proiettarsi nel futuro.
In quest'Italia che cambia, in un contesto internazionale che si modifica non senza gravi traumi, forse è giusto rivalutare i simboli, salvaguardare le matrici di un popolo, i riferimenti culturali e tra questi anche l'inno nazionale, che dal passato ci porta al futuro, senza retorica o malinteso nazionalismo.


