La provincia ionica e il parco naurale Terra delle Gravine
Tralasciando il capoluogo ionico e le località costiere, la provincia di Taranto è caratterizzata dal nuovo parco naturale istituito dalla Regione nel dicembre 2005, “Terra delle Gravine”. Il parco ricopre buona parte della provincia ionica comprendendo il territorio di 14 comuni per un totale di circa 28.000 ettari: Ginosa, Castellaneta, Mottola, Palagianello, Grottaglie, Montemesola, San Marzano, Laterza, Massafra, Palagiano, Statte, Martina, Crispiano e Villa Castelli (ques’ultimo comune della Provincia di Brindisi). Per chi non conosce le gravine, forse è meglio spiegare il motivo di tanto interesse e soprattutto perché io ne sono affascinato. Le Gravine sono come dei canyons, dei grandi burroni, la cui profondità raggiunge a volte i trecento metri. Esse aratterizzano in maniera unica e straordinaria il territorio della provincia ionica. In esse ha trovato rifugio una civiltà rupestre, che nella roccia scavò le proprie abitazioni, i propri negozi, le proprie chiese, e diede vita a vere e proprie città sotterranee al riparo da invasori. Le grotte sono scavate nel tufo nel fianco della gravina, talvolta a più piani intercomunicanti. Dal punto di vista naturalistico, inoltre, le Gravine sono caratterizzate da diverse specie vegetali ed animali di grande interesse rimaste in parte isolate dall’ambiente circostante. Va infine ricordato il riconoscimento ottenuto dalla civiltà rupestre a livello mondiale tramite l’inclusione nelle liste del patrimonio dell’UNESCO dei vicini Sassi di Matera, forse l’esempio più completo e meglio conservato di tale civiltà.
Martina Franca è senza dubbio la perla della provincia ionica. La città la trovo elegante ed allo stesso tempo autentica. Il centro storico, rinomato per l’architettura barocca, è considerato fra i più belli in Italia, con Piazza Maria Immacolata e la chiesa S. Martino quali fiori all’occhiello. Passerei tutta la giornata in zona. I dintorni di Martina Franca sono caratterizzati da una fitta vegetazione. La terra è rossa, di un colore che non ho mai visto da nessun’altra parte. Percorrerei in lungo ed in largo la spettacolare Valle d'Itria, fermandomi di qua e di là per meglio ammirare le varie Masserie e le varie abitazioni di trulli. A poca distanza c’è Alberobello, patrimonio dell'UNESCO, e Locorotondo, con i suoi bianchi vicoli e da cui si gode un'ottima vista dell’intera Valle. La zona è rinomata per la produzione di due vini bianchi D.O.C., il Locorotondo ed il Martina, per la carne equina e per gli ottimi prodotti caseari. Per ulteriori informazioni e suggerimenti: http://www.martinafrancatour.it.
Cambiando direzione, verso Brindisi, Grottaglie, dopo Martina è la città più attraente della provincia ionica. Mi soffermerei nel Quartiere dei Ceramisti, visitando le botteghe degli artigiani più famosi che, se fortunati, staranno proprio in quel momento lavorando su un vaso o un piatto. Il Castello Episcopio, recentemente restaurato è di sicuro interesse con il suo Museo delle Ceramiche ed il suo cortile che migliora di anno in anno. La Città è piena di Bar e locali nei vari angoli del centro storico, anch’esso affascinante. La piazza centrale, Piazza Regina Margherita, con gli eleganti palazzi e la Chiesa Matrice di stile romanico, costituiscono un passaggio obbligato. Per maggiori informazioni: http://www.grottaglieturismo.it/portale/.
Sulla strada per Lecce vi è invece Manduria, uno dei centri più sottovalutati dell’intera provincia. Oltre ad ammirare il famoso Fonte Pliniano e le imponenti Mura Messapiche visiterei attentamente il centro storico. Di interesse gli eleganti palazzi con decorazioni barocche (in particolare il Palazzo Imperiali), il duomo, SS. Trinità, ed un antico ghetto ebraico, perfettamente conservato nella forma circolare e nelle abitazioni strette e prive di finestre. Manduria è inoltre rinomata per il Primitivo D.O.C., uno dei vini pugliesi più rinomati e simbolo dell’enologia pugliese.
Se volete conoscere da vicino la civiltà rupestre, la prima tappa deve essere Massafra, chiamata anche la Tebaide d’Italia per sottolineare l’importanza degli insediamenti rupestri e delle gravine presenti. Arrivando dalla strada per Bari, Massafra colpisce per il suo aspetto esotico quasi arabo. Il centro storico mi ha sempre affascinato. Consiglierei di non avventurarsi in auto. Le strade sono strette e la manovre difficili. Un punto da raggiungere è il Largo Santi Medici, una piazzetta con vista sulla Gravina di S. Marco, dominata dal Duomo di S. Lorenzo, e sull’imponente Castello. In lontananza si vedrà anche Mottola. successivamente mi dirigerei verso la Gravina della Madonna della Scala. Basta arrivare alla Chiesa omonima e poi scendere. Magari se è possibile si potrebbe anche visitare la Chiesa. Di particolare interesse la impressionante scalinata. Un tempo si potevano visitare le diverse grotte senza problemi. Oggi, nell’ambito di un progetto volto al recupero ed alla conservazione delle Gravine, il libero accesso è limitato ed è necessario prenotare l'escursione. Per informazioni chiamare lo 099 8804695. Chiedere della grotta del Ciclope e di quella del Mago Greguro, nonché della cripta S.Marco, per la struttura, e della cripta della Candelora, per i numerosi affreschi.
Per continuare l’escursione delle gravine, non troppo distante da Massafra c’è Palagianello. La città, invero molto piccola, è nota più che altro per la sua gravina. La Gravina di Palagianello è infatti tra le più conservate e curate. È possibile ammirarla dal treno Bari - Taranto. È tenuta molto bene, con molta cura. Si vede lo sforzo di creare un ambiente accogliente per chi visita la zona, con scalinate e piante appositamente piantate per addolcire la passeggiata. Molto bella la vista dal fondo della gravina con il paese ed il Castello dei Caracciolo. Il parco attiguo è anche ben tenuto con le piante e gli alberi segnalati da cartelli che riportano il nome scientifico e quello comune.
Organizzerei una sosta anche a Mottola, eventualmente prenotando una visita per il Villaggio Ipogeo di Petrúscio ed in particolare per le chiese rupestri di San Nicola e San Gregorio, entrambe caratterizzate da meravigliosi affreschi, chiamando l'Assessorato alla Cultura allo 099 8866958. Da Mottola è possibile godere una delle viste più interessanti della provincia, essendone il punto più alto. Si vede tutto il golfo di Taranto. Molto spettacolare. Vale la pena girare per il centro storico.
Proseguendo sul versante occidentale visiterei Castellaneta, città natale di Rodolfo Valentino. In primis cercherei di vedere il museo Valentino. Assicurarsi che sia aperto perché ha degli orari inusuali. La cittadina in sé ha diversi angoli di pregio, come la cattedrale di San Nicola. Tuttavia a mio parere le cose migliori sono le viste a strapiombo sulla gravina, davvero spettacolare per la sua ampiezza e profondità. Anche in questo caso le gravine non sono liberamente visitabili. Per maggiori informazioni: http://www.castellaneta.altervista.org. Poco distante vi è Laterza. La città è rinomata per il pane, imitato senza successo in tutt’Italia. L’omonima gravina oltre a caratterizzarsi per la presenza di numerose abitazioni rupestri, è oasi della Lipu, per via della particolare fauna avicola che la popola. L’oasi costituisce il primo ambiente di gravina tutelato ed è stato fino alla creazione del Parco naturale Terra delle Gravine, anche l’unico. Per visitare l'oasi della Gravina di Laterza è necessario rivolgersi alla Lipu, sez. Taranto n. 099 4590417.
A circa 10 minuti di auto da Laterza troviamo È il comune più occidentale della provincia di Taranto, quasi al confine con la Basilicata. Menziono la Basilicata in quanto il rione Casale che si affaccia sulla gravina in maniera tanto pittoresca mi ricorda i Sassi di Matera. La gravina non è molto profonda ed è possibile accedervi facilmente, non essendovi restrizioni. Gli insediamenti rupestri sono ben visibili con viuzze e scale. Alcune grotte sono ancora utilizzate come stalle. Dal fondo della gravina è possibile godere di uno spettacolo di grande suggestione, dominato dalla Chiesa Madre, che armonizza lo stile gotico ed il rinascimentale, e dal Castello cinquecentesco.
Se invece vi piace il mare... è tutto un altro discorso.
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