il ponte tra la Puglia e l'Inghilterra

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Il Territorio

La straordinaria storia urbana di Bari

Bari è caratterizzata da una sua straordinaria storia urbana. Il suo centro storico, situato su una penisola sul mare Adriatico, risale addirittura all’età del bronzo e la sua nascita è situata in epoca preromana. Il fatto singolare è che alla fine del 1700 gli abitatori di questo antichissimo centro, del quale aveva addirittura parlato Orazio, decisero di costruire fuori le mura un nuovo borgo dove trasferire la futura residenza per gli abitanti del centro antico, visto che ormai l’antica cinta muraria non riusciva più a contenere l’aumento vertiginoso della popolazione.

Bari - Basilica di San Nicola
Bari - Basilica di San Nicola

Per questi motivi, nel 1813, Gioacchino Murat, Vicerè del Regno delle due Sicilie, venuto da Napoli, pose la prima pietra del Borgo Murattiano che rapidamente iniziò ad espandersi fuori le mura del centro antico. Il Borgo Murattiano, così venne chiamato, crebbe con continuità fino a raggiungere la ferrovia che collegava Napoli con Brindisi verso il 1850.

In quello spazio fra la costa e la ferrovia il nuovo borgo ebbe dunque modo di crescere e di diventare una mirabile città ottocentesca. In questa città, per i regolamenti edilizi di allora, tutti i palazzi dovevano avere le medesime caratteristiche di facciata, di colore, di altezza e di numero di piani, compresi fra i due e i tre. L’impianto stradale era tipico della cultura urbanistica del tempo, a scacchiera. Questa New Town, edificata fuori le mura antiche della Bari pescosa, così l’aveva descritta Orazio, si consolidò sul territorio fino all’immediato dopoguerra della seconda guerra mondiale.

Arrivato agli anni sessanta, questo secondo centro storico, chè tale era ormai diventato, essendo trasmigrate in esso tutte le funzioni direzionali della città dal centro antico alla parte ottocentesca, fu sottoposto ad una violenta speculazione edilizia che quadruplicò in altezza, se non addirittura quintuplicò, l’intera cubatura dell’ottocentesco Borgo murattiano. L’impianto tipico a scacchiera della città resse all’impatto violentissimo ed è ancora lì a testimoniare la straordinaria bellezza e dignità urbana di quello che resta della mirabile città ottocentesca.

A questo punto la città ebbe il bisogno di espandersi ancora verso sud, verso la campagna, e il problema si ripropose. Per cui si ri-iniziò a costruire dopo la cinta daziaria che correva lungo la ferrovia di cui si è parlato dianzi. La crescita fu rapidissima e, nella parte nuova, si spostarono parecchie funzioni amministrative e pubbliche che ormai non riuscivano più ad essere contenute nel Borgo Murattiano. Questa terza parte si estese fino ad una mediana che per un po’ resse all’urto del nuovo che avanzava. Poi, in questa terza espansione, accadde la stessa cosa che era accaduta al borgo antico e al borgo murattiano e alla a nuova città che stava ormai concludendosi nella sua terza parte. Quindi, ancora più verso sud, ancora più verso la campagna ed ecco, oplà, una nuova mediana e così continua ancora.

Il succo di questa brevissima analisi della storia urbana di Bari è che questa città, continua ad allontanarsi sempre più dal mare perdendo sempre di più le sue caratteristiche di maresità. Come si può ben evincere, Bari, dal punto di vista urbanistico è un esempio straordinario di come non ci si dovrebbe comportare dal punto di vista progettuale nel caso di città nate sulla costa.

Se un problema del genere si vorrà prenderlo in mano in maniera gagliarda ed evitando la speculazione edilizia presente nel DNA di diversi imprenditori della città e della regione, forse allora si potrebbe dare una nuova immagine a una città che forse non si meritava un tale destino. Resta comunque il fatto che il centro antico di Bari e il Borgo Murattiano sono due episodi urbani di rara bellezza, malgrado la città murattiana sia stata violentata ma non fino ad un punto di non ritorno. E’, come penso, un argomento tutto da studiare e tutto da gestire con grandissima cura ed attenzione.

Per saperne di piu' su Bari, Vittorio Polito suggerisce la seguente bibliografia:

  • Invito a Bari, a cura di Lino Patruno, Mario Adda Editore, Bari
  • Bari la città di San Nicola, a cura di Lino Patruno, Maria Adda Editore, Bari
  • Bari, istruzioni per l’uso di Lino Patruno, Mario Adda Editore, Bari
  • Bari vecchia (strade, vicoli, corti e piazze) di Vito A. Melchiorre, Mario Adda Editore, Bari
  • Bari di Vito A. Melchiorre, Mario Adda Editore
  • Baresità e… maresità di Vittorio Polito, Levante Editori, Bari
  • La checine de nononne di Giovanni Panza, Schena Editore Fasano (Br)
  • O dadò o dadà di Franz Falanga, Mario Adda Editore, Bari
  • Cape o crosce? (Testa o croce?) di Felice Alloggio, Levante Editori, Bari
  • Baresità, Curiosità e... di Vittorio Polito, Levante Editori, Bari - Leggi la recensione di Franz Falanga